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MARFA GIRL – A NEW FILM WRITTEN & DIRECTED BY LARRY CLARK | LARRY CLARK | Marfa Girl (2012) | LARRYCLARK.COM

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Jagten (2012)

Riecco il Vinterberg di "Festen" con un dramma angosciante che parla di pedofilia all'apparenza ma che eviscera la meschinità di una piccola comunità medio borghese danese. Il sospetto del titolo è quello verso Lucas, un Mads Mikkelsen da premio, riservato insegnante d'asilo che finisce in balia di pregiudizi e giudizi sommari: un incubo ad occhi aperti che afferra nelle viscere lo spettatore che è portato pure lui a subire il dramma del dubbio e del sospetto. E a provarne lo schifo…

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Finding Vivian Maier (2013)

La scoperta del corpus fotografico di Vivian Maier da parte di un imberbe John Maloof ha dell'incredibile. Una bambinaia di origini francesi è balzata all'onore delle cronache come una delle più importanti fotografe di sempre, dopo un oblio durato tutta la vita, grazie alla scoperta di una prima cassa di negativi a un asta di robivecchi. La curiosità e la consapevolezza di aver trovato un tesoro spinge John a indagare l'esistenza di questa schiva e disturbata figura. Illuminante e toccante.

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Kokuhaku (2010)

Un film giapponese del 2010 che in patria pare abbia fatto incassi record e sia piaciuto a tutti (candidato agli Oscar 2011!) com'è possibile che esca da noi solo ora? Forse perchè è una pellicola terribilmente brutta questa di Nakashima Tetsuya. Una lunga agonia a base di immagini patinate e slow motion a caso, per un contenitore vuoto di significato e estremamente noioso: una storia di vendetta scolastica amorale e senza senso tratta dal romanzo omonimo di Kanae Minato. Da evitare!

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Youth (2015)

Se già con "This must be the place" Sorrentino aveva iniziato la sua parabola discendente e con "La Grande Bellezza" ne aveva aggravato la patologia, con "Youth" completa l'operato, affondando tutto nel kitch e nel cattivo gusto di autoproclamarsi vecchio e saggio a suon di luoghi comuni e noia. Grandi attori impantanati nel cul de sac egocentrico di un "autore" ormai così pieno di se stesso da risultare ridicolo, ma soprattutto tedioso e senile. Un po' come Fofi e Mereghetti che stroncano…

È paradossale assistere a un film ispirato a una storia vera, drammatica, violenta ed evocativa e non ritrovare nulla di tutto ciò nelle immagini, nelle parole e nella musica che ti scorrono davanti: frustrante! Salvatores è riuscito ad appiattire e a rendere tutto quello che Lilin ha scritto noioso e superficiale. L'educazione criminale di Kolima nella Siberia anni ottanta è il pilota di una brutta serie tv a cui si spera di non dover mai assistere, per il bene del libro da cui è tratta.

Buone le intenzioni e lo spunto, ma la messa in scena risulta superficiale e abbozzata. Non amatoriale, perchè i personaggi si fanno tutti ricordare e la regia, seppur stereotipata, risulta competente. Ma in questa storia di laureati e ricercatori che si mettono a sintetizzare una nuova droga e venderla per sbarcare il lunario, si insiste troppo su luoghi comuni e macchiette alla Zelig, facendo perdere al tutto sia l'aura di cult movie che quella di commedia sofisticata. Peccato.

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Hitchcock (2012)

Questo biopic sulla genesi di "Psycho" funziona ed è ben fatto, per carità. Ha un solo problema: sembra il pilot di una serie tv che però risolve tutta la durata di una stagione in un episodio, risultando così superficiale e poco approfondito. E il tutto ha il retrogusto di telenovela patinata, scavando poco nella psicologia dei protagonisti e senza il rispetto dovuto a un classico. Carino ma Anvil: The Story of Anvil era molto meglio.

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Life of Pi (2012)

La trasposizione cinematografica del best seller di Yann Martel firmata da Ang Lee è deludente: censurando ogni cruento realismo del libro in favore di atmosfere magiche e favolistiche, non funzionali ma solo mercantili, Lee disperde lo splendore visivo e registico indubbio in un nulla tematico svilendo il fascino inquietante e mistico della trama del libro. Ne esce un polpettone che non soddisfa nè grandi nè piccini, che annoia e non coinvolge. Peccato.